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martedì, gennaio 16, 2007

Pazzo pazzo inverno

A dicembre se ne parlava ancora sorridendo, anche se qualche muso lungo c'era già ovviamente, ora si parla di crisi: ma dov'è finita la neve?
Purtroppo in questi giorni sembra che la risposta sia arrivata da oltreoceano dove il freddo e il gelo hanno già ucciso trenta persone.
Ecco quanto riportato stamattina sulla Stampa:

Trenta morti. Incidenti. Trasporti bloccati e scuole chiuse. E’ il tragico bilancio dell’eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta durante il weekend sugli Stati Uniti. [...] Gli Stati centrali sono stati messi in ginocchio dal clima impazzito. Neve, alluvioni, persino un tornado hanno provocato morti e danni per centinaia di milioni di dollari. Lo stato più colpito è l’Oklahoma, dove tre persone sono morte per ipotermia dopo essere rimaste troppo a lungo all’aperto. La violenta tempesta di ghiaccio ha lasciato 100mila persone senza energia elettrica e bloccato le strade del Paese [...] Il Presidente Bush ha dichiarato lo stato di calamità naturale, chiedendo aiuti federali per le operazioni di emergenza.

Lo stato di calamità potrebbe essere presto dichiarato anche qui in Italia ma per il motivo opposto: l'assoluta mancanza di neve sta trascinando le imprese turistiche di montagna in un baratro economico da cui difficilmente si riuscirà ad uscire.

Ad impazzire non è solo l'economia e il turismo ma soprattutto la natura: già l'epifania ci aveva regalato il video della passeggiata sulle piste da sci di Madonna di Campiglio di un'orsa con i suoi piccoli (su Kataweb è possibile vedere il filmato) ora leggo che sui pendii piemontesi sono già tornate le farfalle:
Si ha un bel guardare in alto, far correre gli occhi fin su, sulle creste, in cerca di riverberi bianchi: i versanti a Sud - a volte anche quelli a Nord - sono spogli, puliti: niente neve fino in cima. Su qualche prato germoglia addirittura l’erba e a Ceresole Reale, versante piemontese, sui pendii fra i 600 e i mille metri compaiono le farfalle. Non traveggole da viandante o da turista: sono proprio le «vanesse dell’ortica», le farfallette rosse con i puntini neri («Aglais urticae»).

Domenica noi amici abbiamo colto i pochi vantaggi legati a questa strana situazione climatica recandoci alla Locanda Perlonc a Treviso Bresciano a mangiare lo spiedo con la polenta :-)
Mentre i ragazzi si apprestavano a giocare un simil rugby sul prato fuori dalla Locanda, ci sembrava strano sentire dalla proprietaria come l'anno scorso quel manto verde fosse coperto di neve.
E per concludere a proposito di spiedo indovinate cosa mi sono vista servire di nuovo una volta a tavola?? Gli uccelletti...
Per gli amanti del genere un divertente video del nostro Ciccio che si diverte ad aprire il becco dello sfortunato pennuto (deboli di stomaco astenersi eheheh)!



Aggiornamento del 17 gennaio
QUI tutte le altre foto della Gita :-)

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lunedì, ottobre 30, 2006

MILBLOGs nel mirino

Innanzitutto chiarisco cos'è un MILBLOG per coloro che non ne avessero mai sentito parlare prima: indica i MILitary BLOG o, come chiarisce Wikipedia, i War Blog.
Non mi ero mai interessata all'argomento prima ma proprio oggi ho sentito parlare di libertà di espressione online e della campagna di Amnesty volta a promuoverla e mi sono soffermata a leggere l'articolo di Wired "Under Fire, Soldiers Kill Blogs". L'articolo spiega come in America sia stato avviato un controllo sui contenuti pubblicati dai soldati, in particolare quelli in Iraq, nei propri MILblogs, in quanto potrebbero contenere delle informazioni ritenute potenzialmente pericolose qualora fossero lette dal "nemico".
La censura posta dal governo americano ha portato molti milblog a chiudere il proprio diario online, utilizzato magari semplicemente per restare in contatto con i propri amici e parenti e per vivere la sensazione di avere una sorta di finestra nel mondo civile.
Sono andata a vedere il post di Tanker Brothers, uno dei milblog segnalati nell'articolo di Wired, intitolato "The Hardest Post I've Ever Had to Write...", ossia il post più difficile che io abbia mai dovuto scrivere, dove spiega che dal momento in cui raggiungerà suo fratello in Iraq non potrà più continuare ad aggiornare il blog.
Vi riporto un estratto:

There was nothing more that I wanted to do than to continue this site, and even "kick it up a notch", since I would once again be on the ground.

With the new OPSEC paranoia, though, I don't think I would have the opportunity. The DoD [United States Department of Defense] is cracking down on MilBlogs, and I wouldn't be able to continue Blogging and still be compliant with AR 25-1, the Army's Regulation governing Personal Websites. With the "running out" of local commercial Internet Service Providers in Iraq, the only bandwidth available to me would be government-owned. AR 25-1 states that I cannot use government time or resources to maintain a personal Web Site.

That means that TankerBrothers has to go into hibernation for a while.

Come spesso succede non si può dar torto ad una parte e nemmeno all'altra: il pentagono basa la sua manovra su una banale osservazione ossia che se i contenuti possono essere letti dagli amici americani allora possono essere letti anche dai non amici quindi non si tratta di una censura politica o culturale ma semplicemente di sicurezza; dall'altra però possiamo ritenere giusto che i militari rinuncino a scrivere e si vedano il proprio blog oscurato?
Ho trovato un interessante articolo de L'Espresso sull'argomento di cui mi piace citare una frase
Per molti militari blogger, tuttavia, il problema principale non è tanto ammazzare il nemico, quanto ammazzare il tempo.

Alessandro Gilioli in questo caso puntualizza come dietro a questo allarmismo ci sia ben poco di patriottico bensì si stia cercando di arginare un'ondata di pubblicità negativa sulla sfera militare americana
Del resto a scorrere il panorama dei milblog ci si rende subito conto che il cyberspazio in trincea crea non solo un'informazione alternativa ai comunicati ufficiali, ma anche dibattiti, confronti d'opinioni, a volte perfino domande sul senso della missione

Tutto questo mi fa venire in mente un film che mi piace spesso rivedere intitolato "La figlia del generale" con John Travolta dove ricordo benissimo questa frase
Ci sono tre modi per fare una cosa: quello sbagliato, quello giusto e quello militare [...] Quando si indossa una divisa non ci sono che due vie, ubbidire o disertare [dvd.it]


Non so se ci sia un modo giusto o un modo sbagliato per risolvere la questione, a questo punto ci sarà suppongo che ci sia quello militare che a me rimarrà per sempre sconosciuto.

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AGGIORNAMENTO DELLE 20:30
Passi per la chiavetta USB messa in palio da Lotek e poi rimessa in palio da Taglierbe ma non posso assolutamente snobbare la lampada a fibre ottiche messa in palio da Bayle. A parte gli scherzi la condizione per partecipare al contest è semplicemente linkare il suo post "La censura in Cina, possiamo fare qualcosa" dove oltre a citare le campagne per i diritti per la libertà di espressione online come quella di Amnesty, già citata all'inizio di questo post, invita gli utenti a scaricare Circumventor,
un programma che permette di abbattere le barriere della censura, si tratta di uno strumento di speranza per i nostri amici d’oriente, noi possiamo installarlo sul nostro pc (ahimè, per ora solo Windows) e così loro possono navigare liberamente

Su suggerimento di Salvatore Aranzulla nei commenti del post riporto anche il link del sito di Circumventor con le istruzioni e dettagli (in inglese).
Ammetto che non ho intenzione di installarlo per il momento perchè il mio capo mi taglia le mani se scarico ed installo un .exe che non conosce eheheh, ma seguirò l'iniziativa per vedere quali riflessi avrà. In bocca al lupo a Bayle (e a me per la lampada ;-) ).

giovedì, ottobre 19, 2006

Domenica al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica...e non solo (parte seconda)

E ora parliamo del "...e non solo" del titolo del post.
Nella piazza su cui si affaccia l'ingresso del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica è presente anche la Basilica di San Vittore in Corpo. Tra le tante cose che mi appassionano c'è anche la storia dell'arte, sia essa architettura, scultura, pittura etc. e quindi spesso mi capita di voler entrare in una chiesa per ammirarne la struttura. Mentre mi muovo al suo interno per osservarne i particolari noto un espositore contenenti alcuni volantini con su scritto un messaggio tipo "Leggimi" o "Leggi qui", mi ero portata via una copia per poter riportare un estratto del testo che mi ha colpito, ma in questo momento non lo trovo :-(
Il volantino era una lettera del nuovo parroco dedicata ai giovani dove spiegava che un giorno avrebbe voluto portarli a vedere il Museo Rodin per farli ammirare una delle sue sculture: La Cattedrale.


the cathedral
Originally uploaded by nardell.

Personalmente non conoscevo l'opera e sono rimasta sorpresa quando il prete nella sua lettera ha spiegato che diversamente da quanto uno si possa immaginare la scultura non rappresenta una vera e propria cattedrale, e nemmeno una struttura architettonica similare, bensì due mani che sembrano stiano per congiungersi in preghiera. La particolarità che solitamente sfugge all'osservatore è che si tratta di due mano destre, appartenenti quindi a due individui distinti, a simboleggiare, così ha sostenuto il prete, la necessità di più persone per costruire una vera cattedrale, sede di una comunità cristiana.
A prescindere dalle mie particolari credenze, o non credenze, religiose, ho ammirato questo prete per aver scelto un modo singolare e alternativo per comunicare il suo messaggio ai giovani, credo che la Chiesa oggi dovrebbe muoversi sempre più in questa direzione, alla ricerca di mezzi diversi per far arrivare il proprio messaggio, si deve rinnovare, soprattutto nei confronti dei giovani perchè il rischio e che si allontanino sempre di più dalla religione (anzi più che allontanarsi in molti ormai si discostano nettamente da essa senza nemmeno provare ad avvicinarsi).

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mercoledì, ottobre 11, 2006

Linate come Gardaland


Coda a Linate
Originally uploaded by lafra.

Coda infinita agli imbarchi di Linate? Non vi preoccupate, la coda non è così lunga come sembra, ora sarà possibile sapere quanti sono gli effettivi minuti di attesa: come a Gardaland insomma :-) (peccato che lì siano quasi sempre ore...)



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mercoledì, ottobre 04, 2006

La tua vita in outsourcing

Oggi ho letto su Wired un articolo che mi ha fatto sorridere ma allo stesso tempo pensare: "For Every Problem, a Cut-Rate Solution", di Vince Beiser.
L'articolo verte sulla pratica dell'outsourcing, contrazione dell’inglese “outside resourcing” e traducibile in italiano con "terziarizzazione" (inteso come affidamento di un'attività o di un servizio, generalmente svolto al proprio interno, ad un soggetto terzo) e di come, a causa del diffuso problema della mancanza di tempo, stia coinvolgendo anche gli aspetti più semplici ed elementari delle nostre vite, beh perlomeno quelle degli americani.

Vi riporto alcuni esempi:

TUTORS
Outsourcer: Genitori impegnati
Outsourcee: Non avete tempo per aiutare i vostri figli con i compiti di trigonometria? Ci sono "tutor" indiani e latino americani con regolare diploma ovviamente che sono disponibili 24x7 a seguirli via telefono o utilizzando programmi di Instant Messaging. Beh dai ammettiamolo, non è poi così male... io di trigonometria non ricordo un bel niente eheheh... e va bene dai scherzo!

DRIVE-THRU
Outsourcer: McDonald's
Outsourcee: Immaginatevi al McDrive a ordinare un Crispy Mc Bacon alla voce che sentite uscire dalla cassa, ecco se pensate che il proprietario di quella voce sia poco distante da voi potreste sbagliarvi di grosso, perchè in alcuni casi gli ordini vengono presi da persone distanti chilometri e chilometri dal ristorante in cui vi trovate, grazie alla magia del VOIP. Giustamente come domanda Vince: "Con chi ve la prendete se si sono dimenticati dei McNuggets?"

PRAYERS

Outsourcer: La Chiesa Cattolica
Outsourcee: Come molti sanno chi va in chiesa può richiedere per determinate ricorrenze o eventi particolari una messa speciale. Cosa succede però se c'è troppa richiesta? Nessun problema: basta inviare una mail in India e un prete con una piccola donazione reciterà la messa nella lingua scelta. Sarei davvero curiosa di provare...

A ognuno lascio le proprie riflessioni: casi limite? barzellette? il futuro?? E per chiudere una simpatica vignetta :-)


Outsourcing
Originally uploaded by re-ality.

Immagine outsourcing

giovedì, settembre 21, 2006

La "cresta esplicita" mi sconcerta

Quando parlo di "cresta" faccio riferimento alla nota espressione "fare la cresta", parlare di "cresta esplicita" invece è molto meno comune, anche perchè spesso la cosiddetta cresta non è visibile anche se il consumatore spesso è comunque cosciente che sta pagando più del dovuto ma sa che la maggior parte delle volte non si può fare altrimenti.

Perchè parlo di creste? Ieri sono andata con la mia collega alessia alla Fnac di Milano (via Torino) a curiosare tra le novità editoriali e in bella mostra era presente un espositore con i libri scritti da Oriana Fallaci.


114 fnac
Originally uploaded by mcfer2k.


Alessia, che da tempo voleva leggere uno dei suoi testi, si decide a comprare "Lettera a un bambino mai nato"
Va alla cassa e paga 6 euro, così come riportato sull'etichetta applicata sul retro del libro. L'immagine sotto, scattata con il telefonino, è sfocata ma si vede chiaramente l'etichetta ed è possibile (con un po' di fantasia...) leggere il prezzo


Perchè mettere un'etichetta sopra il prezzo di copertina? Mah, generalmente perchè si tratta di una promozione... non in questo caso... ecco cosa si scopre togliendola


(anche in questo caso purtroppo la foto è sfocata, riporta il prezzo di 5 euro)

Non voglio creare un blog in stile "Mi manda RAI TRE" ma sarei curiosa di sapere se questo tipo di comportamento è tutelato dalla legge, queste "creste esplicite" che poi tanto esplicite non sono visto che devi togliere l'etichetta per scoprire la maggiorazione del 20% sul prezzo di copertina.
Sono cose che mi "feriscono" come consumatrice, perchè sono cliente FNAC e mi sono sempre trovata bene, e non sarà questo a farmi smettere di esserlo, però insomma... sono cose che mi sconcertano sempre!

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lunedì, agosto 28, 2006

Mamme non preoccupatevi: c'è Yahoo Answers!

In queste ultime settimane sono stata colpita dallo spot pubblicitario che presenta l'ultima iniziativa editoriale del Corriere della Sera: l'Enciclopedia dei Ragazzi.
Lo spot mostra un bambino e una mamma in procinto di uscire: il bambino ad un certo punto fa una domanda alla mamma, di carattere pseudo-scientifico, la quale poverina non riesce a rispondere, sentendosi così una "somarella" (appaiono disegnate due orecchie d'asino sopra la testa).
Per questa, e per tutte le altre domande a cui non riuscirete rispondere care mamme, dovrete acquistare ai vostri bambini "L'Enciclopedia dei ragazzi": "12000 pagine illustrate e più di 6000 voci per approfondire tutto quello che studiano a scuola: dalla storia alla geografia dalla scienza al mondo degli animali. Libri insostituibili per le ricerche, immediati e divertenti per ogni curiosità.".
Mamme non è vero! Questi libri saranno sicuramente utili ma non INSOSTITUIBILI, voi lo siete :-) e con un pizzico di impegno (e una connessione internet) potrete essere all'altezza di ogni domanda. Come? Basta ritardare un po' la risposta, il tempo necessario per andare su Yahoo! Answers, girare la domanda al popolo di internauti e attendere le prime risposte!
Io l'ho fatto ;-)
Quella che vedete sotto è l'immagine di uno dei soggetti scelti per la campagna pubblicitaria con il relativo domandone:


e questa è la stessa domanda su Yahoo Answers (come potete vedere ho voluto specificare nella descrizione sia la fonte che l'intento della domanda onde evitare inutili osservazioni sulla sua natura):


In un giorno ho ricevuto ben 18 risposte (le prime addirittura entro un'ora)!
A parte gli scherzi, oggi ho preso insieme al Corriere una copia della prima uscita e l'ho trovata interessante e adatta al target, vorrei soltanto che i genitori cercassero sempre e comunque di essere un punto di riferimento per i propri figli, anche se a volte non si sentono all'altezza delle loro aspettative: insomma non acquistate libri di questo genere solo per evitare di affrontare con loro l'argomento, ma piuttosto servitevene per condividere insieme il sapere :-)

(E dopo questa perla di saggezza me ne andrò a letto...)